Partiamo insieme alla scoperta della città rossa del Marocco!
In questo articolo troverai tutte le informazioni per organizzare al meglio un itinerario per non perderti nulla a Marrakech: il labirintico Souk, i sontuosi giardini, i palazzi da visitare e i sapori che non puoi non provare.
Questa città ha davvero tanto da offrire, ma andiamo con ordine…
Quanti giorni servono per visitare Marrakech
Marrakech è una grande città, colorata, caotica e con un’anima tutta sua, la maggior parte delle attrazioni si trovano nella città vecchia e nei suoi dintorni, quindi solitamente la media dei soggiorni va dai 3 ai 5 giorni.
Il mio consiglio è di soggiornare proprio in questa zona, sia perchè soggiornare in un tipico Riad Marocchino è un’esperienza imperdibile, sia perchè così potrai muoverti a piedi più comodamente.
Solitamente ogni Riad mette a disposizione il servizio navetta dall’aeroporto, così non dovrai perdere tempo in aeroporto per cercare un taxi e concordare la tariffa.
Se sceglierai in anticipo le attrazioni che intendi visitare e pianifichi bene i tempi, a mio avviso tre giorni sono più che sufficienti per farti un’idea dalla città e scoprire i luoghi di interesse più famosi.
Se hai intenzione di unire alla visita di Marrakech anche una gita nei dintorni, ad esempio un’escursione del deserto dell‘Agafay o alla cascata di Ouzoud, quattro o cinque giorni sono l’ideale.

La Medina di Marrakech
La Medina, cuore pulsante della città, è racchiusa all’interno di antiche mura di Arenaria, da qui il nome di “città rossa” del Marocco dichiarata nel 1985 Patrimonio Unesco.
All’interno dei labirintici vicoli si trovano i tradizionali Souk, ovvero mercati locali dove potrai trovare di tutto: abbigliamento, artigianato di ogni tipo, cibo tradizionale e spezie. Perdersi all’interno della suggestiva Medina è quasi d’obbligo: colori, profumi, rumori e strade che si incrociano non lasceranno scampo al vagare senza meta lasciandosi trasportare dall’atmosfera vibrante tipica di Marrakech. Ad ogni passo verrai invitato ad entrare nelle piccole botteghe affacciate sui vicoli per visitarle e contrattare il prezzo se avrai intenzione di acquistare qualche souvenir da portare a casa.
Con molta probabilità a furia di vagare arriverai nella piazza centrale dell città: Jemaa el Fna anch’essa Patrimonio Unesco che detiene anche il titolo di piazza più visitata di tutta l’Africa.
Non si rimane indifferenti all’energia pulsante che si avverte sbucando da uno dei tanti vicoli e affacciandosi sulla piazza per la prima volta. Una miriade di bancarelle, artisti di strada, venditori ambulanti di ogni tipo, incantatori di serpenti e musicisti ti trascineranno velocemente in questa atmosfera quasi surreale e caotica.
La piazza cambia volto durante la giornata, per trasformasi al calar del sole in un grande ristorante a cielo aperto. Avrai l’imbarazzo della scelta se la tua intenzione è quella di provare il cibo locale direttamente in una della tante bancarelle della piazza, ma se invece l’idea è quella di vedere la piazza da una prospettiva diversa ti consiglio di andare in uno dei tanti locali con la terrazza affacciata sulla piazza. Sorseggiare un te alla menta mentre il sole tramonta e Marrakech brulica di vita sotto i tuoi occhi è un’esperienza imperdibile.




Cosa visitare a Marrakech in tre giorni
Qui di seguito troverai le principali attrazioni da visitare a Marrakech facilmente raggiungibili a piedi dalla Medina o usufruendo dei tanti taxi disponibili subito fuori dalle mura (mi raccomando contratta sempre il prezzo della corsa in anticipo!)
Giardini Majorelle
Sono una delle attrazioni più visitate di Marrakech, questi colorati giardini si trovano fuori dalle mura nella zona nuova della città. Un’oasi di pace lontano dai rumori cittadini, dove potrai camminare tra piante provenienti da tutto il mondo, fontane e sentieri circondati da palme e bambù.
Questo complesso di giardini è stato progettato nel 1931 da Jacques Majorelle, appassionato di botanica che, con l’aiuto di un architetto, diede vita a questo luogo magico ispirandosi ai giardini tradizionali marocchini. All’interno dei giardini fece costruire la sua casa con annesso studio artistico al piano terra dove creò il blu Majorelle, un blu cobalto acceso con il quale colorò la sua casa e molti muri del giardino.
Dopo la scomparsa dell’artista i giardini furono dimenticati per diversi anni fino a quando Yves Saint Laurent scoprì questo luogo magico e, dopo un attento restauro, decise di acquistarlo per andarci in seguito a vivere.
I giardini si visitano in autonomia, seguendo il percorso sulla mappa o semplicemente vagando liberamente tra i sentieri. Non è possibile acquistare il biglietto il loco in quanto non ci sono biglietterie ma solamente online sul sito ufficiale e se hai intenzione di andare durante il week end o nei periodi alta stagione ti consiglio di prenotare giorno e ora con un po’ di anticipo. Alla visita dei giardini puoi associare, con un biglietto multiplo, anche l’ingresso al museo Yves Saint Laurent, con ingresso adiacente adiacente ai giardini.


Palazzo el Bahia
Considerato un capolavoro dell’architettura Marocchina, questo sontuoso palazzo fu iniziato negli anni sessanta del 1800 per poi essere ampliato da Ahmad b. Musa a fine secolo dove visse con le sue quattro mogli.
Il palazzo deve il nome alla moglie preferita del sovrano che si chiamava Bahia ed è composto da 150 stanze decorate con mosaici e intarsi di marmo sovrastati da soffitti in legno di cedro.
Per passare da un area all’altra si attraversano cortili interni, piccoli giardini con alberi di arancio e fontane.
Per visitare questo palazzo non è necessario acquistare il biglietto in anticipo, ma se sei curioso di approfondire la storia di questo affascinante luogo ti consiglio di prenotare online una visita così che una guida esperta ti possa accompagnare alla scoperta di questo luogo ricco di storia.


Il giardino segreto
Situato proprio all’interno della Medina, questo giardino risalente all’epoca Saadiana è nascosto all’interno di alte mura dentro le quali a sorpresa si entra in un’oasi di pace e silenzio nonostante la posizione centrale. E’ diviso in due parti distinte: il giardino esotico e il giardino Islamico e fungeva da luogo dove ristorarsi e dedicarsi alla contemplazione
Nel primo, il più piccolo, sono state portate piante provenienti da tutti e cinque i continenti che potessero sopravvivere con il clima Marocchino e proprio in mezzo al giardino scorre un piccolo canale d’acqua che termina in una fontana da un lato e con una vasca con pesci e tartarughe dalla parte opposta. Questa parte del giardino simboleggia il Paradiso secondo l’Antico Testamento.
Questo primo giardino è diviso da quello più grande da un padiglione color mattone che divide i due ambienti fungendo appunto da ingresso per il giardino Islamico considerato luogo sacro e costruito seguendo rigide regole geometriche.
due viali piastrellati con mattonelle verde smeraldo si intersecano creando quattro parti distinte con all’interno alberi di ulivo, Argan, datteri e melograno. Questa parte del giardino è considerata metafora terrestre del Paradiso dove il rigore mussulmano sovrasta la natura selvaggia e disordinata. Dove i quattro viali si intersecano si trova un padiglione con tavoli e zona ristoro all’ombra con al centro una fontana. Un complesso sistema idrico sotterraneo collega attraverso diversi tunnel il giardino intercettando l’acqua della falda acquifera per distribuirla ai diversi palazzi in zona.
Cosa mangiare a Marrakech
La cucina Marocchina ha risentito di moltissime influenze nel corso dei secoli anche grazie alla posizione geografica che ha permesso scambi tra le varie culture: le spezie del mondo arabo con la tradizione popolare delle donne berbere e gli scambi commerciali con i popoli affacciati sul mar Mediterraneo.
Inoltre il clima favorevole rende di facile disponibilità alimenti di tutti i generi: frutta e verdura non mancano sulle tavole Marocchine e allevamenti e pastorizia producono svariati tipi di carne che fanno da portata principale in molti piatti.
Tajine e cous cous
Il famoso tajine, il vassoio tipico di terracotta con il coperchio a forma di cono viene utilizzato per la cottura prolungata di diverse pietanze chiamate appunto tajine a base di carne o verdure speziate. L’immancabile cous cous è forse il piatto più principale e anch’esso si può trovare con carne o in versione vegetariana. E’ un pietanza ricca di ingredienti e la ricetta varia in base alla città o alla tradizione familiare di chi lo cucina, oltre alla verdure e alla carne può essere arricchito con frutta secca, datteri e mandorle e viene insaporito con zafferano, cannella, pepe a altre spezie.
Msemmen
Sempre presente sulle tavole Marocchine, specialmente a colazione troviamo il Msemmen, il tipico pane del Marocco che può accompagnare piatti salati o dolci. Si presenta come una crepes un pò più spessa e può essere farcito con miele e marmellate. Facilmente reperibile anche nei numerosi banchetti di street food nel Souk, ottimo come spuntino mentre si cammina per la città.
Harira
Associata spesso al periodo del Ramadam la zuppa Harira a base di ceci e lenticchie è un piatto accogliente e speziato anch’esso reperibile in versione vegetariana e onnivora da accompagnare con il Msemmen e da gustare in ogni stagione.
Amlou
A mio avviso assolutamente da provare è questa crema originaria della tradizione Berbera a base di mandorle, miele e olio di Argan, una bomba energetica gustosissima da mangiare sul pane o semplicemente da sola ricca di vitamine e dalle proprietà antiossidanti.
Baghrir
Questo dolce tipico simile ai pancake, ma riconoscibile per la superficie bucherellata, si prepara senza l’utilizzo di liquidi in quanto l’impasto è composto da farina, semola, lievito, miele, burro e sale. Morbidi e gustosi si trovano facilmente serviti a colazione accompagnati da miele, marmellate e creme di cacao.
Briwat
Sono saporiti involtini di pasta fillo ripieni di carne, verdure o formaggio, oppure in versione dolce. Tipici dello street food Marocchino si possono trovare facilmente in molte bancarelle nella piazza Jemaa el Fna o serviti ad ogni ora della giornata come spezza fame.
Té alla menta
Impossibile non citare la bevanda più famosa e tipica del Marocco: il tè alla menta. Preparato con tè verde, foglie di menta in infusione e zucchero nelle tipiche teiere e servito in piccoli bicchieri di vetro decorato. Un vero e proprio rito, un momento di condivisione e amicizia, simbolo di ospitalità, il tè Marocchino non è una semplice bevanda, ma un modo di approcciarsi alla vita. Viene servito a colazione, pranzo e cena e ogni volta che si ha piacere di berlo.

Oltre a questi piatti tipici la cucina Marocchina offre altre pietanze specialmente a base di carne e il consiglio che posso dare è di lasciarsi ispirare dai profumi speziati lasciandosi trasportare dalla curiosità di provare nuovi sapori.
Su richiesta diversi Riad organizzano corsi di cucina con cuochi professionisti, un’esperienza particolare e divertente per entrare in contatto con la cultura e gli usi locali e tornare a casa arricchiti e pronti per portare un po’ di Marocco sulle nostre tavole!



